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Banca d’Italia ha divulgato i dati del nuovo rapporto Banche e Moneta, da cui emerge che la...
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2020-01-23 12:45:11
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Aumentano i prestiti, Banca d’Italia parla di fiducia

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Sarà effettivamente così?

Banca d’Italia ha divulgato i dati del nuovo rapporto Banche e Moneta, da cui emerge che la fiducia degli italiani verso il mondo dei prestiti sta crescendo. Parliamo nello specifico di privati cittadini, con numeri tratti dal mese di Ottobre 2019. I tassi di incremento dei prestiti alle famiglie sono stati del 2,4%, più o meno in linea con il +2,5% registrato a settembre. Diversa la situazione per le società non finanziarie, che vedono un calo dell’1,4%, continuando sul rosso del mese precedente, che segnava un -1%.

Paolo Mameli, senior economist di Intesa San Paolo, sostiene che le famiglie italiane abbiano adesso meno preoccupazioni riguardo le situazioni lavorative. Questo porta a una maggiore fiducia nei confronti del mercato del credito. I consumatori si sentono più sicuri, hanno meno paura a contrarre dei debiti. Tutto ciò si traduce in una immissione di liquidità che non può che vivacizzare l’economia del nostro Paese.
Il quadro internazionale è a sua volta in miglioramento, dunque le condizioni generali per stipulare dei prestiti sono positive. I tassi di interesse sono tendenzialmente più bassi del solito, ci sono numerose opzioni e soluzioni pensate per tutte le esigenze. Che si tratti di cessione del quinto dello stipendio o della pensione, o dei semplici prestiti non finalizzati, ciascun istituto o ente vuole offrire ai propri clienti un ventaglio di offerte il più possibile variegato.

Parlando di opzioni, sembra che il recente Bonus TV promosso dal governo non sia stato accolto con grande entusiasmo da parte dei consumatori. Nonostante ci sia tempo fino al 2022, per adesso è stato erogato solo lo 0,5% dei 151 milioni stanziati, pari a circa 791.000 euro. Trattandosi di uno sconto di soli 50€ a famiglia, è possibile che gli italiani non si sentano particolarmente invogliati a cambiare TV. Si tratta comunque solo di supposizioni, è possibile che il motivo stia nei due anni che ci separano dal passaggio ai nuovi standard di trasmissione.

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