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2020-01-08 09:44:18
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Bonus TV: ecco come richiedere l’incentivo del Governo

Un futuro sempre meno analogico

Il tradizionale digitale terrestre è ormai avviato sul viale del tramonto. Numerosi italiani dovranno aggiornare la propria TV o acquistare un decoder per ricevere il segnale sul nuovo standard DVB-T2. Il Governo cerca di andare incontro alle esigenze dei consumatori con un piccolo incentivo, chiamato appunto Bonus TV (o Bonus Switch-off). Sono stati stanziati in totale 150 milioni di euro, che saranno a disposizione degli italiani fino al 31 Dicembre 2022.

In realtà, la cifra massima ottenibile dal singolo sarà solo di 50 euro. L’incentivo è pensato più che altro per chi abbia la necessità di aggiornarsi acquistando una TV di fascia bassa. Meglio ancora se voleste accontentarvi di un decoder da associare al televisore già in vostro possesso.

Per richiedere il Bonus TV bisogna presentare la richiesta direttamente al venditore, insieme al codice fiscale e ad un documento d’identità. Chi fosse interessato può scaricare un modulo di richiesta direttamente dal sito del Ministero dello Sviluppo Economico. Requisiti necessari saranno avere un ISEE inferiore ai 20.000 euro, essere residenti in Italia, e che nessun altro membro del nostro nucleo familiare abbia già fatto richiesta per il Bonus TV. Se il cittadino dichiarasse il falso andrebbe incontro a sanzioni economiche e il bonus verrebbe ovviamente revocato.
Il denaro del Bonus TV potrà essere ottenuto in forma di credito di imposta attraverso il classico modello F24.

Sia chiaro che non tutti i cittadini saranno costretti ad acquistare una nuova TV. I modelli più recenti (orientativamente dal 2016 in avanti) sono già in grado di ricevere attraverso il nuovo standard. Il consiglio è di controllare sul sito del produttore se la vostra TV supporti la trasmissione DVB-T2 o lo standard HEVC. Se non conoscete il modello, questo viene in genere riportato sul retro della TV.
Lo standard DVB-T2 si diffonderà nelle regioni italiane in momenti diversi. Le prime a venire interessate saranno Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Trento e Bolzano, tra settembre e dicembre 2021. Sarà poi il turno di Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania e Sardegna, tra gennaio e marzo 2022. Infine toccherà a Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata, Abruzzo, Molise e Marche, da aprile al 30 giugno 2022.

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