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Banca d’Italia ha pubblicato il suo ultimo Rapporto semestrale sulla stabilità finanziaria. Ne...
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2019-12-20 09:50:36
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Prestiti 2019: sì ai mutui a tasso fisso, parla Banca d’Italia

Dati incoraggianti

Banca d’Italia ha pubblicato il suo ultimo Rapporto semestrale sulla stabilità finanziaria. Ne emerge un quadro piuttosto chiaro, per molti aspetti positivo. Essenzialmente, l’instabilità della situazione internazionale ha portato a una riduzione dei tassi di interesse un po’ ovunque, Italia compresa. Questo ha invogliato un maggior numero di consumatori a ricorrere a prestiti di vario genere. Allo stesso tempo, in tanti hanno deciso di investire accettando un tasso di rischio più elevato, con la speranza di ottenere rendimenti migliori. Sembra che la condizione economica delle famiglie italiane sia comunque piuttosto stabile. Durante il primo semestre del 2019 la ricchezza finanziaria lorda ha segnato un +2,7%, e la crescita è continuata anche durante i mesi estivi.

Il ricorso a prestiti attraverso banche e finanziarie ha invece uno scenario un po’ più complesso. In generale, il debito degli italiani verso gli istituti di credito è cresciuto del 3,5% (dato di settembre 2019, confrontato con il 2018), dunque c’è un maggior ricorso a questo genere di strumenti. La situazione ancora problematica del settore immobiliare ha però rallentato la crescita. Ad ogni modo, i tassi sui mutui hanno continuato la propria discesa. Le famiglie italiane preferiscono però evitare sorprese e imprevisti, preferendo affidarsi a tassi fissi. Consideriamo che, nel 2019, oltre il 60% dei mutui in Italia sono stati stipulati con interesse a tasso fisso.

Secondo le previsione della Banca d’Italia, alla fine del 2020 avremo assistito ad una ulteriore riduzione dei tassi di interesse. Questo porterà le famiglie italiane a una maggiore stabilità ed un incremento del reddito disponibile. Il numero di famiglie ritenute “vulnerabili” andrebbe dunque a ridursi ad un 1,8% del totale.
Attenzione però, perché considerata una situazione internazionale comunque negativa, il debito a rischio potrebbe salire fino all’11%. Ovviamente si tratta di previsioni, bisognerà vedere in che modo si evolverà la scena internazionale e quale impatto avrà sulla situazione interna al nostro Paese.

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